Post

L'acqua del lago non è mai dolce - Giulia Caminito

Immagine
Leggendo mi sembrava di guardare un film, un film neorealista, ma al posto delle macerie post-belliche che facevano da sfondo a quel genere cinematografico, troviamo il degrado della periferia di Roma, dove il rischio di calpestare una siringa abbandonata è altissimo, dove blatte e topi sono inquilini frequenti di scantinati adibiti ad abitazioni. Povertà, sporcizia, lavoro nero e precario, infortuni sul lavoro, speranze disilluse, disperato bisogno di riscatto, frustrazione. Cosi cresce Gaia, protagonista e voce narrante della storia. Nella sua vita "Tutto si regge sull'equilibrio di ciò che è pronto a crollare ma con l'ultima radice si aggrappa a un terreno friabile". Le misere entrate economiche non consentono se non lo stretto necessario. "Io non ho giocattoli e ho poche amiche, mi tocca di ogni cosa la sua copia: la bambola cucita con pezzi di stoffa avanzati, la cartella usata da un'altra bambina [...] le scarpe del mercato [...] con la suola già consum...

Il ballo delle pazze - Victoria Mas

Immagine
Il ballo delle pazze parla di donne, donne che da sempre lottano per la libertà, la autodeterminazione, l'affermazione dei propri diritti; sempre vittime, dei luoghi comuni, della finta morale, degli schematismi, dei ruoli, decisi da una società patriarcale e costruita da e per i maschi. La storia è ambientata a Parigi, alla fine dell'Ottocento, nell'ospedale Salpêtrière, un manicomio femminile. "La Salpétrière è un deposito per tutte quelle che disturbano l'ordine costituito,un manicomio per tutte quelle la cui sensibilità non corrisponde alle aspettative, una prigione per donne colpevoli di avere un'opinione". Ci sono donne di ogni età ed estrazione sociale, molto spesso internate senza alcun motivo, condannate alla alienazione, alla solitudine, alla prigionia, ripudiate e dimenticate dalle famiglie, il più delle volte per sempre. "...donne che è sacrosanto tenere a distanza, anche se non si sa bene perché, visto che non hanno arrecato offesa o comm...

Due vite - Emanuele Trevi

Immagine
"Noi viviamo due vite, entrambe destinate a finire: la prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene. E quando anche l’ultima persona che ci ha conosciuto da vicino muore, ebbene, allora davvero noi ci dissolviamo, evaporiamo, e inizia la grande e interminabile festa del Nulla, dove gli aculei della mancanza non possono più pungere nessuno." Sembra impossibile che in 120 pagine ci possa essere tanto. Un racconto denso di sentimenti, ricordi, riflessioni. E tanti riferimenti a quadri, musica e letteratura che rendono ancora più preziosa la storia. Un racconto di ricordi e mancanze. Un omaggio a due amici, a due scrittori, ad una donna ed un uomo che non ci sono più. Ma che ci sono stati, con le loro vite così piene, pregne di verità, di bellezza e bruttezza, nobiltà e miseria, profondità e superficialità, con i loro limiti e la loro grandezza. "...mentre scrivo, mi sembra di procedere in mezzo...

Un pappagallo volò sull'Ijsel - Kader Abdolah

Immagine
 Uno struggente, poetico e un po' sognante tributo di gratitudine all'Olanda ed a ogni terra che accoglie chi fugge da guerre, persecuzioni, terrore, miseria. Senza retorica, pietismo, né rabbia, né buonismo Kader Abdolah (profugo egli stesso) racconta l’immigrazione, dai primi profughi che, inizialmente in maniera sporadica, poi sempre più cospicua, arrivano in Europa fino all'11 settembre e, di pari passo, descrive come l'iniziale curiosità e simpatia di chi accoglie si trasforma in fastidio, sospetto, paura, fino all'intolleranza, complici anche gli atti terroristici. "La maggior parte non aveva mai visto un rifugiato in vita sua. La loro conoscenza dei migranti consisteva nelle informazioni dei media. La prima cosa che veniva loro in mente erano parole come islam, musulmani e chador. Erano questioni di cui non sapevano niente...". La narrazione è particolare, sembra una favola, il tempo è lento, ma fluido. Racconta la vita di una comunità di immigrati...

L'ottava vita - Nino Haratischwili Recensione

Immagine
  L'ottava vita è un viaggio nel tempo, in tanti paesi, un viaggio nella storia; è un viaggio nella vita, attraverso quelle dei protagonisti, attraverso le storie di quelle sette vite raccontate prima da Stasia ("che sfida il tempo in modo singolare e ostinato, mostrandogli la lingua") nata nel 1900, alla nipote Niza, nata nel 1973, e poi da Niza a sua nipote Brilka, nata nel 1993, a cui spetterà scrivere l'ottava.  "Tutti quei luoghi, quelle città, quelle case, quelle persone - sono una parte di me. La rivoluzione come la guerra, i morti come i vivi. Tutte queste vite, queste persone, tutti questi luoghi sono così impressi nella mia mente, sono così presenti che ho cominciato a vivere con loro". Perché è necessario attraversare le cose per lasciarsele alle spalle. È necessario riconciliarsi col passato per poter vivere il presente e guardare al futuro. È necessario perdonare e perdonarsi per poter ricominciare a sperare, per poter rinascere.  È la storia ...

Buon compleanno immensa Alda Merini!⚘❤

Immagine
E poi la vita ci insegna che bisogna sempre volare in alto più in alto dell'invidia, del dolore, della cattiveria. Più in alto delle lacrime, dei giudizi. Bisogna sempre volare in alto, dove certe parole non possono offenderci, dove certi gesti non possono ferirci, dove certe persone non potranno arrivare  mai. Alda Merini. Ph. L. R.

Sedici parole - Nava Ebrahimi Recensione

Immagine
 Non mi era mai successo di ricominciare a leggere un libro appena finita l'ultima pagina. Con Sedici parole l'ho fatto. Una storia in cui nostalgia e necessità di liberarsi da tutto ciò che impedisce di correre incontro alla vita si mescolano. Una storia di sentimenti, di tradimenti, di verità taciute e menzogne. E molto altro ancora. È la storia di Mona, emigrata da piccolissima dall'Iran in Germania, di sua madre, data in sposa a tredici anni a un medico maoista rivoluzionario, papà di Mona, e di Maman borzog, la nonna. Alla morte di Maman borzog la protagonista, ormai adulta, torna in Iran. Qui riaffiorano sempre più nitidi e prepotenti ricordi del suo passato, un passato di cui poco conosce, grazie a flashback innescati da 16 parole che traduce mentalmente dal persiano al tedesco: ciascuna di esse apre un varco nei ricordi e dà voce a domande sempre taciute, dubbi mai confessati, sentimenti contrastanti e, a poco a poco svelano la verità. "Nel non tradotto l...

Volevo solo essere felice - L.R.

Immagine
Volevo solo essere felice. Felice come quando c'era il mio papà. Ero la sua principessa. Il suo orgoglio. Non faceva che parlare di me, di quanto fossi bella, dolce, intelligente. Una sera sono venuti con un'ambulanza e lo hanno portato via. Il cuore, dissero. E non l'ho visto più. Volevo solo essere felice. Mamma non lo capiva. Per lei ero la figlia ribelle, sempre con la testa tra le nuvole, che passava il tempo a leggere romanzi d'amore, a guardarsi allo specchio, che preferiva un vestito nuovo alla fetta di carne in tavola; che si illudeva che, credendoci e faticando, fosse possibile avere un futuro migliore; che era convinta di poter realizzare i suoi desideri; la figlia sbagliata, non come mia sorella, giudiziosa e assennata. Che credi sia la vita? La vita è sacrificio, dolore, fatica. E per una donna ancora di più. Mamma, io voglio essere felice. E lì schiaffi, rimproveri, insulti, punizioni. Imparai un lavoro, aiutavo la sarta del secondo piano per poter mettere...

Che ore sono da voi? - Antonio Tabucchi

Immagine
 "...sai che è tardi, ma non nel senso dell'orologio, intorno a te l'ora è vasta, solenne, grande come lo spazio: un'ora immobile che non è segnata sul quadrante, e tuttavia leggera come un sospiro, rapida come un colpo d'occhio".   Avevo quasi dimenticato la bellezza della scrittura di Tabucchi. Dolce ed amara, poetica, intrisa di malinconia, sempre in bilico tra sogno, fantasia, miraggio, allucinazione e realtà storica. "Che ore sono da voi?" Il titolo dà la dimensione di come il passare del tempo sia percepito in maniera diversa da persona a persona e da momento a momento nella vita di una stessa persona. Alcuni restano fermi, altri corrono più veloci del tempo stesso. C'è chi vive un tempo ormai perso e chi percorre tempi non ancora arrivati. Tabucchi ha un modo tutto suo di far sentire il tempo che passa. E che resta. Resta nei ricordi, nelle rughe sui nostri volti, nelle cicatrici dei dolori che continuano a bruciare e nell'emozione d...

Sognando Procida

Immagine
 Chiudo gli occhi e ti sogno. Sogno il tuo porto pieno di vita, le stradine erte, i colori de La corricella, il borgo incantato, il porticciolo de La Chiaiolella con le imbarcazioni che aspettano, le spiagge con la sabbia sottile, il mare azzurro e il sole caldo.  Il panorama mozzafiato che si apre scendendo da Torre Murata. Sento nelle gambe la stanchezza delle ripide salite, delle lunghe camminate sulle orme di Elsa Morante, per emozionarmi delle sue emozioni. Ripeto nella mente le meravigliose descrizioni dei luoghi magici che hai ispirato a tanti scrittori.  Sento i profumi del porto, dei limoni, del pesce. Riesco addirittura a sentire il sapore dell'insalata di limoni. Mi chiami con la tua bellezza, le tue storie, i racconti. Ed io chiudo gli occhi e ti sogno. Ph. L. R.