Lascia che il mondo giri - Colum McCann
“Il mondo gira, sotto i nostri passi incerti. È quanto basta”. Ma che bello! Bella la scrittura, belli i personaggi magnificamente tratteggiati, belle le storie che si intrecciano e si rincorrono in una polifonia magistralmente orchestrata dall'Autore. Una fune tesa tra le Torri gemelle di New York, su cui si esibisce Philippe Petit, visionario funambolo, tiene insieme, toccandole dall'alto, tante storie di solitudine, dolore, speranza in una New York caotica, razzista, contraddittoria, crudele e indifferente, dai bassifondi del Bronx allo sfarzo di Park Avenue, New York dove: " tutto è costruito su qualcos’altro, nulla esiste separatamente, le cose sono una più strana dell’altra, e fra loro connesse”. New York metafora dell'umanità. "Credo di aver sempre saputo che è difficile essere una persona soltanto. La chiave è sulla porta, ed è sempre possibile aprirla”.