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Splendi come vita - Maria Grazia Calandrone

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"....ho trovato la pietra filosofale, l'officina alchemica dove ogni dolore viene ridato al mondo come bellezza. Bussole e armi dei disarmati sono le parole." La magia delle parole. L'autrice racconta la sua storia, o meglio la storia della sua mamma adottiva. La storia di una vita, di un legame, di un amore infinito, ma anche una storia di dolore, di abbandono, di disamore; del buio che attanaglia la mente di chi è vittima di malattia psichica ed il cuore di chi gli è vicino. E mettendo una dietro l'altra le parole, ricostruendo questa storia, rivivendo e ricordando, ritrova un sentimento che credeva perso, l'amore per la sua mamma e l'amore della sua mamma. Non è facile leggere Splendi come vita, sia per ciò che racconta che per il modo in cui è scritto. Non riuscivo a seguire, non trovavo un filo. L'autrice dice e non dice, svela e non svela, il tempo della narrazione non è lineare, tanti spazi bianchi. Ogni frase è uno squarcio attraverso cui guard...

A-Mare

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  So che ci sei, e che tra una settimana, un mese, un anno, tornerò a guardarti. Ancora e ancora, laverai i pensieri; il tuo sale guarirà i graffi; il tuo suono ripulirà le orecchie; il tuo azzurro cancellerà il grigio; l'orizzonte dove tocchi il cielo, alleggerirà il cuore e darà respiro all'anima. So che ci sei, e sono felice. L.R. Ph. L.R.

Il silenzio - Don Delillo

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 Claustrofobico, potente, geniale. "In altri tempi, più o meno ordinari, c’era sempre qualcuno con lo sguardo perso nel proprio cellulare, di mattina, a mezzogiorno, di sera, in mezzo al marciapiede, incurante degli altri che gli passavano velocemente accanto, completamente immerso, ipnotizzato, consumato dall’apparecchio […]. E adesso questi tossicodipendenti digitali non possono fare niente, i cellulari sono fuori uso". Cosa è successo? Ipotesi, le più svariate: un attacco alieno, un attacco terroristico, una guerra, un evento naturale sconvolgente, l'entrata in un’altra dimensione spazio-temporale? E intanto la gente è sconvolta: chi resta in casa a fissare lo schermo del televisore nero, chi parla ininterrottamente senza seguire nessun filo logico, chi vaga nelle strade tra paura, angoscia, senza dimensione, senza volontà. Tutte le certezza vengono meno. Sì, perché tutte le certezze ormai le abbiamo affidate alla tecnologia, ad internet, ai media, al computer, al cell...

Hotel Silence - Auđur Ava Ólafsdóttir

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 "Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento delle chiavi smarrite", da "L'arte di perdere" di E. Bishop. Un uomo: "Quasi quarantanove anni. Maschio. Divorziato. Eterosessuale. Senza nessun potere. Vita sessuale pari a zero. Buona manualità ", deluso e sopraffatto dal vuoto della sua esistenza decide di porvi fine e di farlo lontano da casa per evitare alla figlia il dolore di trovarlo privo di vita. Con un bagaglio minimo e con la sua borsa degli attrezzi, si reca in un paese appena uscito da una guerra. Già dalla prima pagina sappiamo che non si ucciderà, perché il racconto inizia dalla fine. Nel corso della storia assistiamo alla sua rinascita, al suo ritrovarsi, dopo essersi perso. Come? Riparando oggetti, tubature, mura e tutto quanto abbia resistito alla distruzione della guerra. Prendendosi cura delle cose e degli esseri umani sopravvissuti. Aiutando a ricostruire case, vite, cuori. Gli ingredienti per un buon romanzo ci sarebbero tutti: ...

L'acqua del lago non è mai dolce - Giulia Caminito

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Leggendo mi sembrava di guardare un film, un film neorealista, ma al posto delle macerie post-belliche che facevano da sfondo a quel genere cinematografico, troviamo il degrado della periferia di Roma, dove il rischio di calpestare una siringa abbandonata è altissimo, dove blatte e topi sono inquilini frequenti di scantinati adibiti ad abitazioni. Povertà, sporcizia, lavoro nero e precario, infortuni sul lavoro, speranze disilluse, disperato bisogno di riscatto, frustrazione. Cosi cresce Gaia, protagonista e voce narrante della storia. Nella sua vita "Tutto si regge sull'equilibrio di ciò che è pronto a crollare ma con l'ultima radice si aggrappa a un terreno friabile". Le misere entrate economiche non consentono se non lo stretto necessario. "Io non ho giocattoli e ho poche amiche, mi tocca di ogni cosa la sua copia: la bambola cucita con pezzi di stoffa avanzati, la cartella usata da un'altra bambina [...] le scarpe del mercato [...] con la suola già consum...

Il ballo delle pazze - Victoria Mas

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Il ballo delle pazze parla di donne, donne che da sempre lottano per la libertà, la autodeterminazione, l'affermazione dei propri diritti; sempre vittime, dei luoghi comuni, della finta morale, degli schematismi, dei ruoli, decisi da una società patriarcale e costruita da e per i maschi. La storia è ambientata a Parigi, alla fine dell'Ottocento, nell'ospedale Salpêtrière, un manicomio femminile. "La Salpétrière è un deposito per tutte quelle che disturbano l'ordine costituito,un manicomio per tutte quelle la cui sensibilità non corrisponde alle aspettative, una prigione per donne colpevoli di avere un'opinione". Ci sono donne di ogni età ed estrazione sociale, molto spesso internate senza alcun motivo, condannate alla alienazione, alla solitudine, alla prigionia, ripudiate e dimenticate dalle famiglie, il più delle volte per sempre. "...donne che è sacrosanto tenere a distanza, anche se non si sa bene perché, visto che non hanno arrecato offesa o comm...

Due vite - Emanuele Trevi

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"Noi viviamo due vite, entrambe destinate a finire: la prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene. E quando anche l’ultima persona che ci ha conosciuto da vicino muore, ebbene, allora davvero noi ci dissolviamo, evaporiamo, e inizia la grande e interminabile festa del Nulla, dove gli aculei della mancanza non possono più pungere nessuno." Sembra impossibile che in 120 pagine ci possa essere tanto. Un racconto denso di sentimenti, ricordi, riflessioni. E tanti riferimenti a quadri, musica e letteratura che rendono ancora più preziosa la storia. Un racconto di ricordi e mancanze. Un omaggio a due amici, a due scrittori, ad una donna ed un uomo che non ci sono più. Ma che ci sono stati, con le loro vite così piene, pregne di verità, di bellezza e bruttezza, nobiltà e miseria, profondità e superficialità, con i loro limiti e la loro grandezza. "...mentre scrivo, mi sembra di procedere in mezzo...

Un pappagallo volò sull'Ijsel - Kader Abdolah

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 Uno struggente, poetico e un po' sognante tributo di gratitudine all'Olanda ed a ogni terra che accoglie chi fugge da guerre, persecuzioni, terrore, miseria. Senza retorica, pietismo, né rabbia, né buonismo Kader Abdolah (profugo egli stesso) racconta l’immigrazione, dai primi profughi che, inizialmente in maniera sporadica, poi sempre più cospicua, arrivano in Europa fino all'11 settembre e, di pari passo, descrive come l'iniziale curiosità e simpatia di chi accoglie si trasforma in fastidio, sospetto, paura, fino all'intolleranza, complici anche gli atti terroristici. "La maggior parte non aveva mai visto un rifugiato in vita sua. La loro conoscenza dei migranti consisteva nelle informazioni dei media. La prima cosa che veniva loro in mente erano parole come islam, musulmani e chador. Erano questioni di cui non sapevano niente...". La narrazione è particolare, sembra una favola, il tempo è lento, ma fluido. Racconta la vita di una comunità di immigrati...

L'ottava vita - Nino Haratischwili Recensione

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  L'ottava vita è un viaggio nel tempo, in tanti paesi, un viaggio nella storia; è un viaggio nella vita, attraverso quelle dei protagonisti, attraverso le storie di quelle sette vite raccontate prima da Stasia ("che sfida il tempo in modo singolare e ostinato, mostrandogli la lingua") nata nel 1900, alla nipote Niza, nata nel 1973, e poi da Niza a sua nipote Brilka, nata nel 1993, a cui spetterà scrivere l'ottava.  "Tutti quei luoghi, quelle città, quelle case, quelle persone - sono una parte di me. La rivoluzione come la guerra, i morti come i vivi. Tutte queste vite, queste persone, tutti questi luoghi sono così impressi nella mia mente, sono così presenti che ho cominciato a vivere con loro". Perché è necessario attraversare le cose per lasciarsele alle spalle. È necessario riconciliarsi col passato per poter vivere il presente e guardare al futuro. È necessario perdonare e perdonarsi per poter ricominciare a sperare, per poter rinascere.  È la storia ...

Buon compleanno immensa Alda Merini!⚘❤

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E poi la vita ci insegna che bisogna sempre volare in alto più in alto dell'invidia, del dolore, della cattiveria. Più in alto delle lacrime, dei giudizi. Bisogna sempre volare in alto, dove certe parole non possono offenderci, dove certi gesti non possono ferirci, dove certe persone non potranno arrivare  mai. Alda Merini. Ph. L. R.