Post

Oliva Denaro - Viola Ardone

Immagine
"Perchè per noi è difficile, Maddalena? [...]Che colpa ne ho io, se sono nata femmina?". Oliva Denaro è nata femmina. Vive a Martorano, un paesino della Sicilia, dove la vita "è vita di sguardi: vedere ed essere visti. E ognuno all'occhio altrui pretende di essere meglio di quello che è"; dove "tutte le femmine si somigliano: stessi vestiti, stessa pettinatura,  stesso modo di camminare, radente il muro,  stessi occhi ridotti a due fessure dallo stare sempre al buio,  nel chiuso di una casa". E lei, ancora bambina, sente che tutto questo non è giusto. "Io sono diversa [...] ma loro sono dentro di me. Io sono Oliva Denaro, e sono pure loro [...] Galline, siamo noi, femmine di pollaio. E io non sono favorevole al pollaio". Non vuole crescere, Oliva, vuole rimanere bambina e aspetta con terrore l'arrivo del "marchese" che farà di lei una donna e la costringerà a portare "scarpe chiuse e gonne lunghe, a camminare con passi cort...

Fai ciao - Flavio Ignelzi

Immagine
Un racconto che parte dal finale, un finale sconvolgente, e che, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, tornando indietro nel tempo, conduce il lettore a scoprire cosa ha portato il giovane protagonista fin lì. È la storia di Samuel, adolescente alle prese con i problemi della sua età e con una vita tutt'altro che facile. Una madre assente, distratta, egoista. Un padre accondiscendente,  amorevole, debole, che lo lascia troppo presto. Giusto il tempo di mettere da parte tre ricordi di lui: "Gli vengono in mente tre cose quando prova a ricordare suo padre, queste tre, sempre le stesse tre. E tre cose sono poche". Non ha amici, Samuel,  è introverso, soffre la situazione familiare, ha difficoltà nei rapporti con i coetanei e si chiude sempre più in se stesso. "Per lui i problemi si presentano quando è in compagnia di altre persone, perché si sente a disagio. Da solo sta bene". Soffre e il suo dolore si tramuta in rabbia. E la sua rabbia lo spaventa. "Nes...

Terre di passaggio - Gioconda Fappiano, poesie.

Immagine
  "La poesia è quando un'emozione ha trovato il suo pensiero e il pensiero ha trovato le parole" Robert Frost. È questo la poesia di Gioconda Fappiano. Immediata, diretta, pulita, libera: i piedi ben saldati a terra e gli occhi in alto, verso il cielo, l'orizzonte. E le sue emozioni, i suoi pensieri diventano del lettore. Leggi ed è come camminare scalza, col vento nei capelli, l'odore di erba tagliata, il sole tiepido di settembre sulla pelle, gocce di pioggia sottile sul viso, l'odore pungente del gelsomino; ma è anche come sentire "gli aculei che graffiano attraverso il mondo", "la carne che geme, che langue" ed "il cuore che respira nel fuoco ". A tratti è una carezza che consola, sana, cura e fa sognare, a tratti uno schiaffo che ti risveglia e ti inchioda alla realtà. La poesia di Gioconda si fa di volta in volta carne, passione, si fa corpo, si fa sensi che ci ricordano di essere vivi, vita che chiama. Si fa cuore che ama,...

Simbolismi esoterici e religiosi nella Cerreto Sannita di Michele Ungaro - M. Selvaggio, A. F. Biondi, R. Cangiano, A. Ferrigno

Immagine
Un lavoro a più mani, a più teste, a più cuori. Un lavoro condotto con passione e competenza, frutto di intenso studio e ricerca, di amore per il sapere, per la cultura e soprattutto di amore profondo per la propria terra, attaccamento alle proprie radici. Non è facile lasciar trasparire emozione da un lavoro di ricerca tra storia e simbolismo, ma gli Autori ci sono riusciti. Si spazia tra storia, mitologia, leggenda, architettura, biologia, filosofia, religione, geometria, psicanalisi senza mai cadere nell'affettazione, ma con il gusto, il piacere, quasi l'esigenza di diffondere cultura. Ci accoglie e ci accompagna in questo viaggio suggestivo tra immagini e simboli, tra umano e divino, tra microcosmo e macrocosmo, tra spirito e materia, la figura di Michele Ungaro. Giurista, poeta, scrittore, ambientalista, traduttore, politico, massone, egittologo, grande oratore, amante della musica e di tutte le arti, diffusore di cultura, fondatore della Società di Mutuo Soccorso tra gl...

Nina Vico Storto Concordia, 10 - Adelia Battista

Immagine
Quando, studentessa fuori sede, di buon'ora, il lunedì mattina arrivavo con il pulman da Benevento a Napoli, attraversando piazza Carlo III la mia attenzione era calamitata dal Real Albergo dei Poveri. Mi ha sempre affascinato quella costruzione, un po' per sua la storia, un po' per le dimensioni, un po' per la leggenda che la vuole popolata di spettri e teatro di fenomeni misteriosi. Proprio qui, tra le macerie del terremoto dell'80, tra le carte dell'archivio del Tribunale dei minori che vi ha dimorato per un periodo, sepolta insieme alle tante altre storie che vi si sono consumate, la storia di Nina aspettava che qualcuno la scovasse e la riportasse alla luce. Nina dalla voce bellissima, che ama cantare ma ha un peso sul cuore. Nina che ha conosciuto il dolore, la paura: figlia di Nicola, uomo violento, e di Carmela che sopportava tutto per amore dei figli. Nina che, rimasta orfana della mamma e con il padre in galera, è finita in orfanotrofio con i suoi frat...

Splendi come vita - Maria Grazia Calandrone

Immagine
"....ho trovato la pietra filosofale, l'officina alchemica dove ogni dolore viene ridato al mondo come bellezza. Bussole e armi dei disarmati sono le parole." La magia delle parole. L'autrice racconta la sua storia, o meglio la storia della sua mamma adottiva. La storia di una vita, di un legame, di un amore infinito, ma anche una storia di dolore, di abbandono, di disamore; del buio che attanaglia la mente di chi è vittima di malattia psichica ed il cuore di chi gli è vicino. E mettendo una dietro l'altra le parole, ricostruendo questa storia, rivivendo e ricordando, ritrova un sentimento che credeva perso, l'amore per la sua mamma e l'amore della sua mamma. Non è facile leggere Splendi come vita, sia per ciò che racconta che per il modo in cui è scritto. Non riuscivo a seguire, non trovavo un filo. L'autrice dice e non dice, svela e non svela, il tempo della narrazione non è lineare, tanti spazi bianchi. Ogni frase è uno squarcio attraverso cui guard...

A-Mare

Immagine
  So che ci sei, e che tra una settimana, un mese, un anno, tornerò a guardarti. Ancora e ancora, laverai i pensieri; il tuo sale guarirà i graffi; il tuo suono ripulirà le orecchie; il tuo azzurro cancellerà il grigio; l'orizzonte dove tocchi il cielo, alleggerirà il cuore e darà respiro all'anima. So che ci sei, e sono felice. L.R. Ph. L.R.

Il silenzio - Don Delillo

Immagine
 Claustrofobico, potente, geniale. "In altri tempi, più o meno ordinari, c’era sempre qualcuno con lo sguardo perso nel proprio cellulare, di mattina, a mezzogiorno, di sera, in mezzo al marciapiede, incurante degli altri che gli passavano velocemente accanto, completamente immerso, ipnotizzato, consumato dall’apparecchio […]. E adesso questi tossicodipendenti digitali non possono fare niente, i cellulari sono fuori uso". Cosa è successo? Ipotesi, le più svariate: un attacco alieno, un attacco terroristico, una guerra, un evento naturale sconvolgente, l'entrata in un’altra dimensione spazio-temporale? E intanto la gente è sconvolta: chi resta in casa a fissare lo schermo del televisore nero, chi parla ininterrottamente senza seguire nessun filo logico, chi vaga nelle strade tra paura, angoscia, senza dimensione, senza volontà. Tutte le certezza vengono meno. Sì, perché tutte le certezze ormai le abbiamo affidate alla tecnologia, ad internet, ai media, al computer, al cell...

Hotel Silence - Auđur Ava Ólafsdóttir

Immagine
 "Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento delle chiavi smarrite", da "L'arte di perdere" di E. Bishop. Un uomo: "Quasi quarantanove anni. Maschio. Divorziato. Eterosessuale. Senza nessun potere. Vita sessuale pari a zero. Buona manualità ", deluso e sopraffatto dal vuoto della sua esistenza decide di porvi fine e di farlo lontano da casa per evitare alla figlia il dolore di trovarlo privo di vita. Con un bagaglio minimo e con la sua borsa degli attrezzi, si reca in un paese appena uscito da una guerra. Già dalla prima pagina sappiamo che non si ucciderà, perché il racconto inizia dalla fine. Nel corso della storia assistiamo alla sua rinascita, al suo ritrovarsi, dopo essersi perso. Come? Riparando oggetti, tubature, mura e tutto quanto abbia resistito alla distruzione della guerra. Prendendosi cura delle cose e degli esseri umani sopravvissuti. Aiutando a ricostruire case, vite, cuori. Gli ingredienti per un buon romanzo ci sarebbero tutti: ...

L'acqua del lago non è mai dolce - Giulia Caminito

Immagine
Leggendo mi sembrava di guardare un film, un film neorealista, ma al posto delle macerie post-belliche che facevano da sfondo a quel genere cinematografico, troviamo il degrado della periferia di Roma, dove il rischio di calpestare una siringa abbandonata è altissimo, dove blatte e topi sono inquilini frequenti di scantinati adibiti ad abitazioni. Povertà, sporcizia, lavoro nero e precario, infortuni sul lavoro, speranze disilluse, disperato bisogno di riscatto, frustrazione. Cosi cresce Gaia, protagonista e voce narrante della storia. Nella sua vita "Tutto si regge sull'equilibrio di ciò che è pronto a crollare ma con l'ultima radice si aggrappa a un terreno friabile". Le misere entrate economiche non consentono se non lo stretto necessario. "Io non ho giocattoli e ho poche amiche, mi tocca di ogni cosa la sua copia: la bambola cucita con pezzi di stoffa avanzati, la cartella usata da un'altra bambina [...] le scarpe del mercato [...] con la suola già consum...