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L'uomo che attraversò tre secoli - Emma de Franciscis

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 "Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta" Ugo Foscolo. Questo è il messaggio forte che arriva da questo romanzo. "Il mio bisnonno Costì mi ha insegnato che nomi e parentele servono a costruire l'albero genealogico, ma poi bisogna riempirlo di vite e di affetti per trasformarlo in famiglia..." È la storia della famiglia De Santis, dei loro luoghi, delle loro vite, dalla fine del 1700 fino ai nostri giorni, per ben nove generazioni. È un romanzo che è un tuffo nella storia, che narra gli eventi salienti accaduti nel corso di questi tre secoli. E, parallelamente, descrive i mutamenti nella società, il progresso scientifico, le scoperte, le invenzioni che in questo lungo periodo ci sono stati. Tanti i personaggi, tutti ben caratterizzati e descritti. E tante le donne, forti, decise, volitive, consapevoli, rispettate ed amate, determinanti nei momenti cruciali della famiglia, anche quelle dei secoli passati, a dispetto di un'epoca che le vol...

Nannina - Stefania Spanò

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 "Questo volevo trasmettere al lettore, tra le crepe e le ombre, più di tutto volevo fargli provare insieme alle mie personagge una grande fiducia nei confronti della parola" scrive Stefania Spanò nelle note finali di "Nannina".  E ci è riuscita benissimo. Ama le parole, la nostra Autrice, e le usa molto bene. Ama le parole, specie quelle "cuntate" trasmesse a voce, degna nipote di una nonna "cuntastroppole". "Le storie sono sogni sognati in coro, a occhi aperti. Più cristiani sognano insieme, più i sogni tengono la possibilità di avverarsi [...] Cuntiamocele per restare svegli, le storie! I grandi a volte si scordano che ascoltarsi l'un con l'altro è l'unico modo di campare contenti". Ed ama Secondigliano, il suo quartiere, con i suoi problemi, le sue brutture, le contraddizioni, "...per quanto lontana io possa andare, il mio quartiere è un buco nero: risucchia tutto quello che prova a scappare..." "una parte...

Olive Kitteridge - Elizabeth Strout

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  "La maggior parte della gente non era abbastanza consapevole della propria vita mentre la viveva". E così, tra speranze disattese, desideri irrealizzati, sogni infranti, programmi e progetti andati in fumo, impegni quotidiani, traguardi da raggiungere, necessità, doveri e a volte piaceri, la vita passa, spesso sceglie per noi, decide per noi, che, presi dal vortice degli eventi e della quotidianità, viviamo senza sapere "quello che tutti dovrebbero sapere: che sprechiamo inconsciamente un giorno dopo l'altro". Tredici racconti intrisi della malinconia di un presente vissuto con uno sguardo al passato, con le sue scelte talvolta sbagliate, i rimpianti, le occasioni perdute e uno sguardo al futuro con le incertezze  le paure e l'ansia del tempo che passa inesorabile lasciando i segni sul corpo e nell'animo. Ma anche illuminati dalla speranza, dalla voglia di vivere. "La speranza [...] quei germogli di un verde tenero che spuntavano dentro di lui ...

Ci sono mani che odorano di buono - Sara Gambazza

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  "È un formicaio il quartiere, fitto di case popolari, abitato da un campionario di umanità che si somiglia per necessità e disperazione. Tutti uguali quelli del Cinghio, senza speranza, buoni a far niente, costretti a pensarsi con le convinzioni di chi nasce altrove, a vedersi con gli occhi di chi non sa cosa sia la miseria". Nascere e vivere al Cinghio è un destino che capita, ed è un marchio che resta impresso sulla pelle oltre che nel cuore e nella mente. Ma ci si può salvare. E quando accade, quasi sempre grazie all'amore , che è " l'antidoto, la polvere di fata che ti permette di volare sopra al marciume " , a una mano tesa, a un aiuto insperato, è bellissimo. "Ci sono mani che odorano di buono" racconta del Cinghio e dei suoi abitanti. Racconta di Marta, che " non piangeva. Mai. Ché piangere non serve a raddrizzare quello che è storto "; una che, " se l'anima pesasse, spaccherebbe le bilance ". Di Bina cui "...

Ora che ho incontrato te - Rosario Pellecchia

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"Se hai nascosto un ricordo, le canzoni lo trovano" ha scritto qualcuno. Ed è  proprio vero. Questa storia inizia in "quel piccolo pezzo di mondo, tra Park Avenue e l'Ottantacinquesima Strada" e  prosegue on the road per gli Stati Uniti sulle tracce di una chitarra e della storia della musica blues e jazz. È la storia di Zoe, "la ragazza che non somiglia a nessuno" musicista afroamericana innamorata della musica e di Lorenzo un broker che ha appena perso il lavoro, pieno di problemi che "non appena un accenno di gioia bussa alla sua porta, pensa che abbia sbagliato indirizzo". Due vite complicate, due persone tormentate in una città immensa e caotica "fuori New York col suo vetro, il suo cemento brutale, i taxi, gli hot dog, gli skate,  i laptop e le bici, le tate che spingono passeggini da duemila dollari,  la gente che  corre, i lavori in corso, le pizzerie, le bancarelle cinesi. La vita che scorre, mentre loro, lì dentro, iniziano a...
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 Unico, inimitabile, immenso, eterno...❤ "Lo scrittore, se appartiene al suo tempo, se non è rimasto ancorato al passato, deve conoscere i problemi del tempo in cui gli è capitato di vivere. E quali sono questi problemi oggi? Che non ci troviamo in un mondo accettabile, anzi, al contrario, viviamo in un mondo che sta andando di male in peggio e che umanamente non serve." José Saramago da "L'ultimo quaderno".

Una minima infelicità - Carmen Verde

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  “La vita non è meno della letteratura.  Bisognerebbe studiare a scuola l’infelicità delle nostre madri.” Scrittura pulita, elegante, struggente e poetica. Le parole usate con cura, a cesellare, ricamare, una storia di dolore, di disagio, di malattia mentale, di desiderio d'amore. Una storia di infelicità.  Un'infelicità tramandata, "insegnata" da madre a figlia per tre generazioni. "L'infelicita è un luogo, un luogo fisico, una stanza buia nella quale scegliamo di stare". La storia di tre donne, una nonna, una mamma e una figlia, con una "somiglianza che stringe il cuore a chi arriva a riconoscerla". Una storia narrata per immagini, prendendo spunto da momenti immortalati in alcune fotografie. E, come in una foto in bianco e nero, il romanzo pare sospeso nel tempo, dilatato nello spazio. "Nonna diceva che il tempo se ne sta sull'uscio di casa e aspetta, guardandoci vivere quel tanto che ancora ci resta". E, come una foto, ti...

Ferito a morte - Raffaele La Capria

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"Ritrovare uno solo di quei giorni intatto com'era,  ritrovare una mattina per caso uscendo con la barca me stesso al punto di partenza - e rimettere tutto a posto da quel punto." Il mare, il cielo, l'estate,  Napoli, i discorsi sul cambiare il mondo, la fede nelle idee, gli scherzi, i giochi, il sole, le belle giornate, i giorni belli della gioventù,  lenti mentre li vivi e velocissimi a passare via, il tempo che trascorre, gli amori perduti, le occasioni mancate, i ricordi, la nostalgia, i rimpianti per lo "spreco" di momenti, di tempo, di piccole e grandi felicità, di incontri, di possibilità... "E addio allora, dal momento che sai, addio al bell’oggi di prima che t’avvolgeva come l’acqua il pesce che nuota,  le cose mute per te,  mutate per sempre da quel momento,  per sempre,  e inutile è ostinarsi, mai piú, mai piú uno di quei giorni di prima, uno solo, ritroverai per caso una mattina "... Bellissimo, struggente, poetico, musicale. "Ma i...

Che razza di libro! - Jason Mott

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  "Questa è soprattutto una storia d'amore. Non ve lo scordate mai". Amore dell'Autore per se stesso, per il bambino che è stato, per la sua gente, per i bambini che, come lui, nascono con una storia già scritta, da secoli, nel colore della loro pelle. Una scrittura straordinaria, fresca, profonda e lieve al tempo stesso. Commuove e fa sorridere, indigna e fa riflettere. Ironico e dolce, brillante e malinconico, intelligente e pieno d'amore. Una richiesta, una speranza: "Voglio che tu mi veda", che smetti di voltarti dall'altra parte, che smetti di dimenticare appena la notizia non è più in prima pagina, che smetti di pensare che è sempre stato così e sarà sempre così e non puoi farci nulla. Un libro per "tutti quelli che hanno imparato a cantare in un mondo che non vuol sentire la loro voce". Per tutti i neri, d'America e non solo "che cercano di ricordarsi della loro bellezza". Perche "imparare ad amare te stesso in ...

Le madri non dormono mai - Lorenzo Marone

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“[…] ho capito pure un’altra cosa, che la gente non se ne fotte niente perché non conosce, perché quando incontri una persona e le vuoi bene allora te ne importa […] io ti ho incontrato, e ti ho conosciuto, e ora ci tengo assai a te. E quindi penso che bisogna muoversi e incontrare a tutti quanti nella vita perché se no non vuoi bene a nisciuno, ma allora che campi a fare?” Ecco. Lorenzo Marone, con la sua scrittura come sempre piacevole, dolce e toccante, ci fa conoscere la realtà di un Icam. E una  volta che la conosci non puoi più girarti dall'altra parte. Una realtà triste, carica di dolore, miseria, angoscia, rabbia, solitudine, dove, nonostante le attenuazioni delle misure detentive, si è comunque privati della libertà, dove le detenute condividono la carcerazione con i loro bambini. Ma spesso, anche l'unico luogo in cui quelle donne, possono finalmente avere la certezza che i figli siano al caldo, abbiano cure e cibo, lontani dai loro quartieri degradati, lontani dai pe...