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Assalonne, Assalonne! - William Faulkner.

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Senza fiato, senza parole, con una voglia enorme, quasi la necessità,  di ricominciare a leggerlo dalla prima pagina. Così mi ha lasciato questo romanzo. Un vero capolavoro, in cui la tensione rimane altissima dalla prima all'ultima pagina. Un susseguirsi di flussi di coscienza, periodi lunghissimi nei quali pare ci si perda, per poi ritrovarsi all'improvviso. Uno scavare nell'animo dei personaggi, nei sentimenti più terribili, nella perdizione, nella disperazione, nell'odio mentre essi sono trascinati quasi da una tragica fatalità. Uno scavare in un'epoca storica, in un conflitto, la guerra di secessione americana, nella dissoluzione di una famiglia e del Sud stesso, nello schiavismo e nel razzismo. Una descrizione a tratti vaga e a tratti minuziosa di eventi apparentemente avulsi gli uni dagli altri ma invece strettamente concatenati; un camminare avanti ed indietro in quella "culla fluida degli eventi: il tempo", quasi soffocati da "Quel perdu...

I bambini del maestrale - Antonella Ossorio

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  “In una giornata di maggio, sotto un cielo chiaro ove correva un gran vento fresco, io ho messo il piede sulla nave asilo  Caracciolo  che profila le sue grandi linee nel nostro porto militare e ho sentito il mio spirito preso, attratto e vinto dalla grande idea che ne ha fatto la casa e la scuola, sul mare e pel mare, dei poveri monelli napoletani, dei poveri scugnizzi dai visi olivastri, dalle membra scarne” Matilde Serao. Voglio dire " Grazie!" ad Antonella Ossorio per aver scritto "I bambini del maestrale".  "Grazie!" per questo racconto così denso di storia, di realtà e di magia, di sentimenti, di poesia e di bellezza. "Grazie!" per avermi fatto conoscere la storia di Giulia Civita Franceschi e della sua avventura sulla nave Caracciolo negli anni tra il 1913 e il 1928, quella nave che leggendo sono riuscita a vedere lì, attraccata al porto di Napoli per accogliere gli scugnizzi, scolarizzarli, avviarli ad un mestiere, ma soprattutto per r...

Lapvona - Ottessa Moshfegh

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  "E il paradiso, Ina? Non vuoi andarci?"   "Non importa" disse lei. "Non conoscerò nessuno." Una fiaba nera, grottesca, dai toni cupi, inquietanti, che trasmette ansia, angoscia, un forte senso di solitudine e di smarrimento. Tratteggia in modo disturbante, violento, crudo , la natura peggiore dell'umanità. "Quando Dio ti dà più di quanto puoi sopportare, ti affidi all'istinto . E l'istinto è una forza fuori da ogni controllo". Lapvona è un villaggio medioevale, dall'atmosfera surreale, dove il tempo passa sempre uguale, scandito dalle stagioni e dai raccolti che, troppo spesso, per freddo o troppe piogge, o troppo caldo e siccità, non sono abbondanti. Qui il Male assume di volta in volta l'aspetto di un prete senza scrupoli e senza alcuna conoscenza della Bibbia, che terrorizza il popolo con racconti di fiamme dell'inferno e punizioni divine, o di un gruppo di banditi che porta morte e distruzione, o di un padre, una...

L'uomo che attraversò tre secoli - Emma de Franciscis

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 "Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta" Ugo Foscolo. Questo è il messaggio forte che arriva da questo romanzo. "Il mio bisnonno Costì mi ha insegnato che nomi e parentele servono a costruire l'albero genealogico, ma poi bisogna riempirlo di vite e di affetti per trasformarlo in famiglia..." È la storia della famiglia De Santis, dei loro luoghi, delle loro vite, dalla fine del 1700 fino ai nostri giorni, per ben nove generazioni. È un romanzo che è un tuffo nella storia, che narra gli eventi salienti accaduti nel corso di questi tre secoli. E, parallelamente, descrive i mutamenti nella società, il progresso scientifico, le scoperte, le invenzioni che in questo lungo periodo ci sono stati. Tanti i personaggi, tutti ben caratterizzati e descritti. E tante le donne, forti, decise, volitive, consapevoli, rispettate ed amate, determinanti nei momenti cruciali della famiglia, anche quelle dei secoli passati, a dispetto di un'epoca che le vol...

Nannina - Stefania Spanò

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 "Questo volevo trasmettere al lettore, tra le crepe e le ombre, più di tutto volevo fargli provare insieme alle mie personagge una grande fiducia nei confronti della parola" scrive Stefania Spanò nelle note finali di "Nannina".  E ci è riuscita benissimo. Ama le parole, la nostra Autrice, e le usa molto bene. Ama le parole, specie quelle "cuntate" trasmesse a voce, degna nipote di una nonna "cuntastroppole". "Le storie sono sogni sognati in coro, a occhi aperti. Più cristiani sognano insieme, più i sogni tengono la possibilità di avverarsi [...] Cuntiamocele per restare svegli, le storie! I grandi a volte si scordano che ascoltarsi l'un con l'altro è l'unico modo di campare contenti". Ed ama Secondigliano, il suo quartiere, con i suoi problemi, le sue brutture, le contraddizioni, "...per quanto lontana io possa andare, il mio quartiere è un buco nero: risucchia tutto quello che prova a scappare..." "una parte...

Olive Kitteridge - Elizabeth Strout

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  "La maggior parte della gente non era abbastanza consapevole della propria vita mentre la viveva". E così, tra speranze disattese, desideri irrealizzati, sogni infranti, programmi e progetti andati in fumo, impegni quotidiani, traguardi da raggiungere, necessità, doveri e a volte piaceri, la vita passa, spesso sceglie per noi, decide per noi, che, presi dal vortice degli eventi e della quotidianità, viviamo senza sapere "quello che tutti dovrebbero sapere: che sprechiamo inconsciamente un giorno dopo l'altro". Tredici racconti intrisi della malinconia di un presente vissuto con uno sguardo al passato, con le sue scelte talvolta sbagliate, i rimpianti, le occasioni perdute e uno sguardo al futuro con le incertezze  le paure e l'ansia del tempo che passa inesorabile lasciando i segni sul corpo e nell'animo. Ma anche illuminati dalla speranza, dalla voglia di vivere. "La speranza [...] quei germogli di un verde tenero che spuntavano dentro di lui ...

Ci sono mani che odorano di buono - Sara Gambazza

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  "È un formicaio il quartiere, fitto di case popolari, abitato da un campionario di umanità che si somiglia per necessità e disperazione. Tutti uguali quelli del Cinghio, senza speranza, buoni a far niente, costretti a pensarsi con le convinzioni di chi nasce altrove, a vedersi con gli occhi di chi non sa cosa sia la miseria". Nascere e vivere al Cinghio è un destino che capita, ed è un marchio che resta impresso sulla pelle oltre che nel cuore e nella mente. Ma ci si può salvare. E quando accade, quasi sempre grazie all'amore , che è " l'antidoto, la polvere di fata che ti permette di volare sopra al marciume " , a una mano tesa, a un aiuto insperato, è bellissimo. "Ci sono mani che odorano di buono" racconta del Cinghio e dei suoi abitanti. Racconta di Marta, che " non piangeva. Mai. Ché piangere non serve a raddrizzare quello che è storto "; una che, " se l'anima pesasse, spaccherebbe le bilance ". Di Bina cui "...

Ora che ho incontrato te - Rosario Pellecchia

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"Se hai nascosto un ricordo, le canzoni lo trovano" ha scritto qualcuno. Ed è  proprio vero. Questa storia inizia in "quel piccolo pezzo di mondo, tra Park Avenue e l'Ottantacinquesima Strada" e  prosegue on the road per gli Stati Uniti sulle tracce di una chitarra e della storia della musica blues e jazz. È la storia di Zoe, "la ragazza che non somiglia a nessuno" musicista afroamericana innamorata della musica e di Lorenzo un broker che ha appena perso il lavoro, pieno di problemi che "non appena un accenno di gioia bussa alla sua porta, pensa che abbia sbagliato indirizzo". Due vite complicate, due persone tormentate in una città immensa e caotica "fuori New York col suo vetro, il suo cemento brutale, i taxi, gli hot dog, gli skate,  i laptop e le bici, le tate che spingono passeggini da duemila dollari,  la gente che  corre, i lavori in corso, le pizzerie, le bancarelle cinesi. La vita che scorre, mentre loro, lì dentro, iniziano a...
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 Unico, inimitabile, immenso, eterno...❤ "Lo scrittore, se appartiene al suo tempo, se non è rimasto ancorato al passato, deve conoscere i problemi del tempo in cui gli è capitato di vivere. E quali sono questi problemi oggi? Che non ci troviamo in un mondo accettabile, anzi, al contrario, viviamo in un mondo che sta andando di male in peggio e che umanamente non serve." José Saramago da "L'ultimo quaderno".

Una minima infelicità - Carmen Verde

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  “La vita non è meno della letteratura.  Bisognerebbe studiare a scuola l’infelicità delle nostre madri.” Scrittura pulita, elegante, struggente e poetica. Le parole usate con cura, a cesellare, ricamare, una storia di dolore, di disagio, di malattia mentale, di desiderio d'amore. Una storia di infelicità.  Un'infelicità tramandata, "insegnata" da madre a figlia per tre generazioni. "L'infelicita è un luogo, un luogo fisico, una stanza buia nella quale scegliamo di stare". La storia di tre donne, una nonna, una mamma e una figlia, con una "somiglianza che stringe il cuore a chi arriva a riconoscerla". Una storia narrata per immagini, prendendo spunto da momenti immortalati in alcune fotografie. E, come in una foto in bianco e nero, il romanzo pare sospeso nel tempo, dilatato nello spazio. "Nonna diceva che il tempo se ne sta sull'uscio di casa e aspetta, guardandoci vivere quel tanto che ancora ci resta". E, come una foto, ti...