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Una minima infelicità - Carmen Verde

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  “La vita non è meno della letteratura.  Bisognerebbe studiare a scuola l’infelicità delle nostre madri.” Scrittura pulita, elegante, struggente e poetica. Le parole usate con cura, a cesellare, ricamare, una storia di dolore, di disagio, di malattia mentale, di desiderio d'amore. Una storia di infelicità.  Un'infelicità tramandata, "insegnata" da madre a figlia per tre generazioni. "L'infelicita è un luogo, un luogo fisico, una stanza buia nella quale scegliamo di stare". La storia di tre donne, una nonna, una mamma e una figlia, con una "somiglianza che stringe il cuore a chi arriva a riconoscerla". Una storia narrata per immagini, prendendo spunto da momenti immortalati in alcune fotografie. E, come in una foto in bianco e nero, il romanzo pare sospeso nel tempo, dilatato nello spazio. "Nonna diceva che il tempo se ne sta sull'uscio di casa e aspetta, guardandoci vivere quel tanto che ancora ci resta". E, come una foto, ti...

Ferito a morte - Raffaele La Capria

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"Ritrovare uno solo di quei giorni intatto com'era,  ritrovare una mattina per caso uscendo con la barca me stesso al punto di partenza - e rimettere tutto a posto da quel punto." Il mare, il cielo, l'estate,  Napoli, i discorsi sul cambiare il mondo, la fede nelle idee, gli scherzi, i giochi, il sole, le belle giornate, i giorni belli della gioventù,  lenti mentre li vivi e velocissimi a passare via, il tempo che trascorre, gli amori perduti, le occasioni mancate, i ricordi, la nostalgia, i rimpianti per lo "spreco" di momenti, di tempo, di piccole e grandi felicità, di incontri, di possibilità... "E addio allora, dal momento che sai, addio al bell’oggi di prima che t’avvolgeva come l’acqua il pesce che nuota,  le cose mute per te,  mutate per sempre da quel momento,  per sempre,  e inutile è ostinarsi, mai piú, mai piú uno di quei giorni di prima, uno solo, ritroverai per caso una mattina "... Bellissimo, struggente, poetico, musicale. "Ma i...

Che razza di libro! - Jason Mott

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  "Questa è soprattutto una storia d'amore. Non ve lo scordate mai". Amore dell'Autore per se stesso, per il bambino che è stato, per la sua gente, per i bambini che, come lui, nascono con una storia già scritta, da secoli, nel colore della loro pelle. Una scrittura straordinaria, fresca, profonda e lieve al tempo stesso. Commuove e fa sorridere, indigna e fa riflettere. Ironico e dolce, brillante e malinconico, intelligente e pieno d'amore. Una richiesta, una speranza: "Voglio che tu mi veda", che smetti di voltarti dall'altra parte, che smetti di dimenticare appena la notizia non è più in prima pagina, che smetti di pensare che è sempre stato così e sarà sempre così e non puoi farci nulla. Un libro per "tutti quelli che hanno imparato a cantare in un mondo che non vuol sentire la loro voce". Per tutti i neri, d'America e non solo "che cercano di ricordarsi della loro bellezza". Perche "imparare ad amare te stesso in ...

Le madri non dormono mai - Lorenzo Marone

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“[…] ho capito pure un’altra cosa, che la gente non se ne fotte niente perché non conosce, perché quando incontri una persona e le vuoi bene allora te ne importa […] io ti ho incontrato, e ti ho conosciuto, e ora ci tengo assai a te. E quindi penso che bisogna muoversi e incontrare a tutti quanti nella vita perché se no non vuoi bene a nisciuno, ma allora che campi a fare?” Ecco. Lorenzo Marone, con la sua scrittura come sempre piacevole, dolce e toccante, ci fa conoscere la realtà di un Icam. E una  volta che la conosci non puoi più girarti dall'altra parte. Una realtà triste, carica di dolore, miseria, angoscia, rabbia, solitudine, dove, nonostante le attenuazioni delle misure detentive, si è comunque privati della libertà, dove le detenute condividono la carcerazione con i loro bambini. Ma spesso, anche l'unico luogo in cui quelle donne, possono finalmente avere la certezza che i figli siano al caldo, abbiano cure e cibo, lontani dai loro quartieri degradati, lontani dai pe...

Nostalgia - Ermanno Rea

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  "Questa storia comincia dalla fine; comincia con la morte del protagonista,  Felice Lasco, ucciso con due colpi di pistola da colui che, in giovinezza, era stato il suo amico del cuore..." Poetico, struggente e potente, appassionato e appassionante; intriso di Nostalgia, sentimento che, come dice Rea, "sembra far parte del nostro bagaglio genetico, del nostro <<arcano>> di esseri umani". La Nostalgia che induce Felice al Ritorno, al Grande Ritorno. Felice "un uomo in fuga dal proprio passato e poi - quarantacinque anni dopo - alla ricerca di quelle stesse radici nel frattempo smarrite". Ma "Forse al mondo non c'è ritorno possibile." Un viaggio nei ricordi, nei rimpianti, nei rimorsi, nel passato di Felice. "...una marcia all'indietro [...] alla scoperta del nostro male di vivere in un mondo troppo pieno di ingiustizie " Un viaggio su una moto per le strade di Napoli, per i vicoli della Sanità, tra odori, pro...

Le vie dell'Eden - Eshkol Nevo

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  "La sera scolora nella notte fuori dalla mia finestra. La casa è vuota. Dal salotto non arrivano le voci dei bambini. Nella doccia l'acqua non scorre sul corpo di Niva. Le sonate di Schubert continuano a suonare in sottofondo, a basso volume. Se devo confessare tutto, questa è l'ora." Tre storie, come in Tre piani, tre confessioni, tre personaggi, tre vite, tre perdite. Con la sua scrittura semplice, diretta, ma allo stesso tempo ricercata, evocativa, poetica, ricca di metafore e descrizioni, Nevo porta il lettore nella testa e nel cuore dei protagonisti, dei quali vive pensieri, perdite, ricordi, emozioni, dolori, ansie, paure, turbamenti. Nei personaggi di Nevo c'è  sempre, forte, la richiesta di essere ascoltati, e, soprattutto perdonati; chiedere perdono e, allo stesso tempo perdonare e perdonarsi; c'è quel profondo senso di vuoto comune a tutti gli esseri umani, di fronte alla vita, agli accadimenti, alle incognite, alle circostanze, agli imprevisti; i...

Il delitto del pozzo dei pazzi - Antonello Santagata

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Un medical thriller con delitto, indagini e colpo di scena finale. Una dichiarazione d'amore per la professione del medico, perché "studiare l'arte medica è un grande onore". Un omaggio alla nostra terra, mia e dell'Autore, il Sannio, culla di storia, bellezza e menti brillanti, quali Moscato, Rummo, Cardarelli, Leonardo Bianchi e tanti altri, personaggi che l'Autore inserisce, con naturalezza, senza alcuna forzatura narrativa, nella trama del suo racconto. Un inno, un inchinarsi al valore, un abbraccio di stima e ammirazione, quasi una richiesta di perdono alle Donne, per quanto, da sempre, sono costrette a subire per riuscire, quando ci riescono, ad occupare il loro posto in questo mondo che è degli uomini e per gli uomini. "Mia adorata nipote, ho appreso con piacere, ma senza alcuna meraviglia, la notizia della tua iscrizione al corso di laurea in medicina ... la tua decisione di seguire le mie orme professionali". Comincia così questa storia ambi...

Berta Isla - Javier Marías

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 Ho appena finito di leggere Berta Isla. Sono senza parole. Non escludo che lo ricomincerò daccapo. Bello? Coinvolgente? Scritto meravigliosamente? Potente? Inquietante?  Geniale? Thought-provoking? Struggente? Introspettivo? Tutte definizioni riduttive. È tutto questo ma anche  molto altro, molto di più. "Abbiamo tante pretese: pretendiamo di conoscere a fondo la gente, soprattutto quella che si assopisce e respira sul cuscino accanto al nostro" ma in realtà non conosciamo nessuno. Neanche noi stessi. E ci ritroviamo lì, a guardare la vita trascorsa, come davanti a una "pagina bianca" dove pensiamo di aver scritto, ma non è cosi. Tom e la sua vita non scelta, non decisa, non vissuta. Una "vita itinerante, logora e anche la vita clandestina, e finta, e vicaria, e usurpata, e ingannevole, e confinata e defunta". Berta e la sua vita vissuta nell'attesa dove tutto è "incerto e fluttuante nell'assoluta indeterminazione ", piena di vuoto, asse...

Le correzioni- Jonathan Franzen

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   Amaro, cinico, spietato. Ma anche ironico, a tratti grottesco, e commovente e dolce. Racconta la vita di una famiglia: Alfred ed Enid Lambert con i loro tre figli, Gary, Chip e Denise. Ciascuno vittima e carnefice di se stesso prima ancora che degli altri.  Quanto sarebbe più semplice, e bella, e serena la vita se non si vivesse nel costante tentativo di apportare correzioni: a se stessi, a chi ci sta accanto, agli avvenimenti; se non ci si illudesse di tenere tutto sotto controllo; di indirizzare, guidare e condizionare gli eventi. Vivere, invece di immaginare come dovrebbe essere, la vita; impegnarsi a realizzarsi ed a realizzare i propri sogni invece di perdersi per assecondare e seguire delle aspettative, proprie o altrui. Accettare ed accettarsi invece di omologare ed omologarsi. Innamorarsi di sé, dei propri figli, di chi sta intorno e non di proiezioni di immagini. E mollare. Mollare i giudizi, e i pregiudizi, i consigli, le aspettative, per vivere finalmente....

Ortese segreta - Adelia Battista

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  "Non possiamo più ritrovare quei paesaggi, e nemmeno incontrare quelle persone, ma di tutto possiamo raccontare". Adelia Battista ci racconta la "sua" Anna Maria Ortese, una Ortese "segreta", appunto, con la quale, da giovane laureanda e poi negli anni a seguire, ha avuto uno scambio epistolare e vari incontri, instaurando un rapporto singolare, affettuoso, intimo, tra anime, tra sentire e sentire. Per questo motivo, dopo la morte della Ortese, Adelia Battista sente forte il bisogno di cercarla nei luoghi in cui aveva vissuto, nelle case abitate, nel bar, la panetteria, la cartoleria da lei frequentati. E ci conduce con lei sulle tracce di una Donna, una Scrittrice, una Poetessa, la cui scrittura "personalissima, pare restituire un'anima alle cose"; una "sperimentatrice della lingua italiana" che ha rotto "forme e schemi senza mai rientrare in un singolo genere"; che "si è sentita attraversare dalla poesia e dalla...