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Il peso - Liz Moore

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  " Sono una delle persone sole che esistono al mondo ". C'è dolcezza, delicatezza, c'è poesia in questo romanzo. E c'è un finale aperto, non banale. Liz Moore parla con intensità, profondità e tanto sentimento di solitudine, anzi di solitudini. Di tanti modi di essere e sentirsi soli. Di quel sentirsi sempre fuori posto, stranieri " in una stanza piena di compatrioti". Il titolo, " Il peso ", si riferisce non solo al peso di un corpo che per riempire i vuoti introduce tutto il cibo possibile, ma soprattutto al peso dell'anima; al peso della vita. A tutti i pesi che percorrendo la nostra vita tutti, strada facendo, siamo costretti a portare. I sensi di colpa, le paure, i dolori, gli abbandoni, le debolezze, i rimpianti, i rimorsi, i sogni dimenticati in fondo ai cassetti, le occasioni perse, la stessa solitudine, sia come scelta che come destino. " Che cosa accadrà ora, mi sono chiesto. Ma ero solo e ho scoperto di non avere una ri...

Morte per grazia ricevuta - Simona Pedicini

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  Mamma, puttana o brutta copia 'e n'ommo  avesse voluto 'e cchiù int' 'a chesta parte 'e munno apprezzata no p' 'e mascule sgravate no p' 'e chisto cuorpo bello no p' 'e mazzate che aggio dato Sulamente pecché femmena so' stata e nu catenaccio 'o core nun me l'aggio maje nzerrato Sulamente pecché femmena so' stata Sulamente femmena. Almanegretta Nun te scurda'. Onirico, visionario, potente, evocativo. Sogno e realtà, vita e morte, silenzio e grida, oggetti ed ombre, luce e buio, carne e spirito, amore e odio, immanenza e trascendenza, polvere grigia e talco profumato si mescolano in questo libro fino ad essere tutt'uno. Quasi un fiaba macabra, che procede a singhiozzo tra passato e presente, con un intreccio di linee temporali. Una storia di amore, di amori: vissuti, sognati, desiderati, interrotti, respinti, negati. E di "malammore". " Nuje ca sempe regalamm assaij ammore e senza ammo...

Le regole dello Shangai - Erri De Luca.

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Una lunga premessa composta essenzialmente da un dialogo. Così si apre questo libro. Un dialogo tra " un anziano campeggiatore solitario" e una " giovane gitana scappata dal campo e dalla famiglia ". Un orologiaio saggio e pacato, una zingarella istintiva e impetuosa. Non ne conosceremo il nome; " i nomi non aggiungono niente alle persone ". Un dialogo tra due individui molto distanti per età, nascita, provenienza, esperienze, storia, ma infinitamente vicini. Dialogando si raccontano, si conoscono e si riconoscono, come trovando ognuno nell'altro parti di sé smarrite o mai conosciute. E riscrivono il corso delle loro vite. Perché, in fondo, o gni storia, ogni vita si svolge con "la continua interferenza dell'invece". Si incontrano in un bosco su in montagna, al confine tra Italia e Slovenia, dove "Immenso è il cielo notturno in montagna che brulica di stelle. Ognuna potrebbe non esserci e chissà quante ne mancano, eppure quel ...

Grande Meraviglia - Viola Ardone

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  "La follia fa parte della vita malata, sì, ma anche di quella normale, e, come diceva Clemens Brentano, il grande poeta romantico tedesco, la follia è la sorella sfortunata della poesia".  Eugenio Brogna. "È più comodo tenere tutti i difettosi in un unico posto nascosto, così nessuno li vede e non esistono piú". Tutti insieme, come "bambole rotte che non vale la pena di riparare", "il popolo esiliato dei perdenti, quelli che hanno lasciato agli altri la ragione e si son presi il torto". Tutti lì, nel "mezzomondo", nei manicomi, dove qualcuno "ti mette l'etichetta sopra al dolore" e ti curano con Caramelle-rosse, Caramelle-blu, con la cinghia o l'elettromassaggio. Ma il mezzomondo sta per finire,  la legge Basaglia parla chiaro. E così "alle porte e alle finestre non ci sono più i catenacci e il mezzomondo somiglia ogni giorno di più al mondo intero, ma le sbarre sono una parete della mente e la libertà è una ch...

Assalonne, Assalonne! - William Faulkner.

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Senza fiato, senza parole, con una voglia enorme, quasi la necessità,  di ricominciare a leggerlo dalla prima pagina. Così mi ha lasciato questo romanzo. Un vero capolavoro, in cui la tensione rimane altissima dalla prima all'ultima pagina. Un susseguirsi di flussi di coscienza, periodi lunghissimi nei quali pare ci si perda, per poi ritrovarsi all'improvviso. Uno scavare nell'animo dei personaggi, nei sentimenti più terribili, nella perdizione, nella disperazione, nell'odio mentre essi sono trascinati quasi da una tragica fatalità. Uno scavare in un'epoca storica, in un conflitto, la guerra di secessione americana, nella dissoluzione di una famiglia e del Sud stesso, nello schiavismo e nel razzismo. Una descrizione a tratti vaga e a tratti minuziosa di eventi apparentemente avulsi gli uni dagli altri ma invece strettamente concatenati; un camminare avanti ed indietro in quella "culla fluida degli eventi: il tempo", quasi soffocati da "Quel perdu...

I bambini del maestrale - Antonella Ossorio

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  “In una giornata di maggio, sotto un cielo chiaro ove correva un gran vento fresco, io ho messo il piede sulla nave asilo  Caracciolo  che profila le sue grandi linee nel nostro porto militare e ho sentito il mio spirito preso, attratto e vinto dalla grande idea che ne ha fatto la casa e la scuola, sul mare e pel mare, dei poveri monelli napoletani, dei poveri scugnizzi dai visi olivastri, dalle membra scarne” Matilde Serao. Voglio dire " Grazie!" ad Antonella Ossorio per aver scritto "I bambini del maestrale".  "Grazie!" per questo racconto così denso di storia, di realtà e di magia, di sentimenti, di poesia e di bellezza. "Grazie!" per avermi fatto conoscere la storia di Giulia Civita Franceschi e della sua avventura sulla nave Caracciolo negli anni tra il 1913 e il 1928, quella nave che leggendo sono riuscita a vedere lì, attraccata al porto di Napoli per accogliere gli scugnizzi, scolarizzarli, avviarli ad un mestiere, ma soprattutto per r...

Lapvona - Ottessa Moshfegh

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  "E il paradiso, Ina? Non vuoi andarci?"   "Non importa" disse lei. "Non conoscerò nessuno." Una fiaba nera, grottesca, dai toni cupi, inquietanti, che trasmette ansia, angoscia, un forte senso di solitudine e di smarrimento. Tratteggia in modo disturbante, violento, crudo , la natura peggiore dell'umanità. "Quando Dio ti dà più di quanto puoi sopportare, ti affidi all'istinto . E l'istinto è una forza fuori da ogni controllo". Lapvona è un villaggio medioevale, dall'atmosfera surreale, dove il tempo passa sempre uguale, scandito dalle stagioni e dai raccolti che, troppo spesso, per freddo o troppe piogge, o troppo caldo e siccità, non sono abbondanti. Qui il Male assume di volta in volta l'aspetto di un prete senza scrupoli e senza alcuna conoscenza della Bibbia, che terrorizza il popolo con racconti di fiamme dell'inferno e punizioni divine, o di un gruppo di banditi che porta morte e distruzione, o di un padre, una...

L'uomo che attraversò tre secoli - Emma de Franciscis

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 "Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta" Ugo Foscolo. Questo è il messaggio forte che arriva da questo romanzo. "Il mio bisnonno Costì mi ha insegnato che nomi e parentele servono a costruire l'albero genealogico, ma poi bisogna riempirlo di vite e di affetti per trasformarlo in famiglia..." È la storia della famiglia De Santis, dei loro luoghi, delle loro vite, dalla fine del 1700 fino ai nostri giorni, per ben nove generazioni. È un romanzo che è un tuffo nella storia, che narra gli eventi salienti accaduti nel corso di questi tre secoli. E, parallelamente, descrive i mutamenti nella società, il progresso scientifico, le scoperte, le invenzioni che in questo lungo periodo ci sono stati. Tanti i personaggi, tutti ben caratterizzati e descritti. E tante le donne, forti, decise, volitive, consapevoli, rispettate ed amate, determinanti nei momenti cruciali della famiglia, anche quelle dei secoli passati, a dispetto di un'epoca che le vol...

Nannina - Stefania Spanò

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 "Questo volevo trasmettere al lettore, tra le crepe e le ombre, più di tutto volevo fargli provare insieme alle mie personagge una grande fiducia nei confronti della parola" scrive Stefania Spanò nelle note finali di "Nannina".  E ci è riuscita benissimo. Ama le parole, la nostra Autrice, e le usa molto bene. Ama le parole, specie quelle "cuntate" trasmesse a voce, degna nipote di una nonna "cuntastroppole". "Le storie sono sogni sognati in coro, a occhi aperti. Più cristiani sognano insieme, più i sogni tengono la possibilità di avverarsi [...] Cuntiamocele per restare svegli, le storie! I grandi a volte si scordano che ascoltarsi l'un con l'altro è l'unico modo di campare contenti". Ed ama Secondigliano, il suo quartiere, con i suoi problemi, le sue brutture, le contraddizioni, "...per quanto lontana io possa andare, il mio quartiere è un buco nero: risucchia tutto quello che prova a scappare..." "una parte...

Olive Kitteridge - Elizabeth Strout

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  "La maggior parte della gente non era abbastanza consapevole della propria vita mentre la viveva". E così, tra speranze disattese, desideri irrealizzati, sogni infranti, programmi e progetti andati in fumo, impegni quotidiani, traguardi da raggiungere, necessità, doveri e a volte piaceri, la vita passa, spesso sceglie per noi, decide per noi, che, presi dal vortice degli eventi e della quotidianità, viviamo senza sapere "quello che tutti dovrebbero sapere: che sprechiamo inconsciamente un giorno dopo l'altro". Tredici racconti intrisi della malinconia di un presente vissuto con uno sguardo al passato, con le sue scelte talvolta sbagliate, i rimpianti, le occasioni perdute e uno sguardo al futuro con le incertezze  le paure e l'ansia del tempo che passa inesorabile lasciando i segni sul corpo e nell'animo. Ma anche illuminati dalla speranza, dalla voglia di vivere. "La speranza [...] quei germogli di un verde tenero che spuntavano dentro di lui ...